Quanto costa un sito web per una piccola azienda e quanto può valere davvero
Quanto costa un sito web?
Domanda legittima. Anzi, probabilmente è la prima che viene in mente a chi sta pensando di crearne uno. Ma forse non è quella più importante.
La domanda da farsi è piuttosto: quanto può essere utile un sito web alla mia attività?
Per una piccola azienda o per un professionista, infatti, non serve necessariamente un sito enorme, pieno di effetti speciali e animazioni che sembrano uscite da un film di fantascienza. Spesso bastano poche pagine, ben fatte, che raccontino in modo chiaro chi sei, cosa fai e come possono contattarti.
Quindi quanto costa un sito web aziendale?
Dipende, naturalmente.
Un sito vetrina di 5 o 6 pagine, pensato per una piccola azienda o un professionista, può avere un costo indicativo di circa un migliaio di euro (a meno che tu non creda alle cifre proposte dal principe nigeriano che manda le sue offerte speciali via mail, insieme alla sua eredità). Una cifra che può cambiare in base alla struttura, ai contenuti, alla grafica e alle funzionalità richieste.
Ma fermarsi al prezzo di realizzazione non tiene presente la complessità del discorso legato alla presenza online.
Un sito web è un investimento che può continuare a lavorare per l’azienda ogni giorno: presenta i servizi, risponde alle prime domande di un potenziale cliente, mostra lavori e referenze, facilita i contatti e contribuisce a costruire credibilità. Se porta anche solo qualche opportunità commerciale in più, il conto comincia già ad avere un altro significato.
Il sito non finisce quando viene pubblicato
E qui arriva un punto spesso sottovalutato.
Un sito web non è una brochure da mettere online e dimenticare.
L’azienda cambia. Cambiano i servizi, le persone, i prodotti, le fotografie, i riferimenti, magari anche il modo in cui vuole presentarsi.
Se il sito rimane fermo per anni, prima o poi racconta un’azienda che non esiste più.
Per questo un sito dovrebbe essere aggiornato, controllato e mantenuto nel tempo.
Non significa necessariamente modificarlo ogni settimana. Significa avere qualcuno che se ne occupi quando serve e che tenga sotto controllo gli aspetti tecnici e funzionali.
Cosa significa mantenere un sito?
Può voler dire molte cose:
- aggiornare testi e immagini;
- inserire nuovi servizi o pagine;
- verificare che moduli e collegamenti funzionino;
- occuparsi degli aggiornamenti tecnici;
- controllare prestazioni e sicurezza;
- monitorare le visite;
- individuare eventuali problemi;
- migliorare progressivamente contenuti e struttura;
- intervenire quando cambiano le esigenze dell’azienda.
Non tutte le attività hanno bisogno dello stesso livello di assistenza. Per questo può avere senso costruire un pacchetto annuale personalizzato, invece di proporre a tutti la stessa formula.
Il vantaggio di avere un solo interlocutore, senza il giro delle telefonate
Per una piccola azienda questo può rappresentare un vantaggio molto pratico.
Se il sito viene realizzato da una persona, la grafica da un’altra, gli aggiornamenti da una terza e la SEO da una quarta, prima o poi qualcuno finirà per chiedersi:
“E adesso, chi devo chiamare?”
Avere un unico professionista di riferimento semplifica parecchio le cose. Chi ha realizzato il sito lo conosce già. Sa perché è stato costruito in quel modo, conosce l’azienda, i suoi servizi e il suo modo di comunicare. Può quindi occuparsi, nel tempo, della filiera completa: progettazione, pubblicazione, aggiornamento, manutenzione e monitoraggio.
Non è soltanto una questione di comodità. Significa avere qualcuno che può anche accorgersi che qualcosa non va e suggerire un intervento prima che diventi un problema.
E la SEO?
Un sito deve essere bello, certo. Ma sarebbe ancora meglio se qualcuno riuscisse anche a trovarlo.
Per questo, già nella sua progettazione, è importante prestare attenzione alla SEO, cioè all’ottimizzazione per i motori di ricerca. Struttura delle pagine, testi, titoli, velocità, navigazione da smartphone e contenuti devono essere pensati anche per essere compresi da Google e dagli altri motori di ricerca.
Non esistono formule magiche per finire primi su Google — e chi le promette dovrebbe probabilmente essere guardato con una certa diffidenza — ma esistono buone pratiche che aiutano il sito a essere trovato dalle persone giuste. E anche la SEO, come il sito, non è qualcosa che si sistema una volta e poi si dimentica.
Il vero valore di un sito web
Alla fine, quindi, la domanda non dovrebbe essere soltanto:
“Quanto costa un sito web?”
Ma:
“Quanto può valere per la mia attività avere una presenza online professionale e seguita nel tempo?”
Un sito semplice può essere assolutamente sufficiente per una piccola impresa, se è progettato bene, aggiornato quando serve e collegato a una strategia di comunicazione coerente.
Ed è proprio qui che entra in gioco Brand Sitter (parlo in terza persona come Ravanelli…devo essermi proprio montato la testa…).
L’idea è semplice: non limitarsi a creare il sito, consegnarlo come un pacco Amazon e poi salutarsi cordialmente.
Brand Sitter segue il progetto nel tempo attraverso un pacchetto annuale costruito sulle esigenze dell’attività, occupandosi degli aggiornamenti, della manutenzione, del monitoraggio e degli interventi necessari.
In pratica, hai un solo professionista a cui rivolgerti per la tua presenza digitale, senza dover ogni volta capire chi deve fare cosa.
Il sito viene creato, certo. Ma soprattutto, rimane vivo.
E per una piccola azienda questa può essere una differenza molto più importante di qualche centinaio di euro in più o in meno su un preventivo.
Sei interessato e ne vogliamo parlare senza impegno?


